Mirko De Ieso

Chi sono?

Sono

come te.

Non ci credi?

Lo capisco.

Pensiamo che ciò

che ci è accaduto

sia diverso

da quello degli altri.

Ed è vero.

Le nostre vite

sono uniche.

Ma hanno

lo stesso perché.

Tu puoi aver scelto

di andare a destra.

Io

a sinistra.

Ma anche se le direzioni

sembrano completamente diverse,

ciò che ci spinge

è lo stesso.

Dentro

vogliamo sentirci vivi.

Vogliamo sentire

che la nostra esistenza

ha senso.

E questo

non è il problema.

È la vita.

Il problema è quando

non siamo più liberi

di scegliere come viverla.

Quando andiamo

a destra o a sinistra

non perché lo scegliamo

davvero.

Ma perché

“dobbiamo farlo”.

Diventiamo schiavi

del nostro stato emotivo.

Possiamo sbagliare.

Possiamo fare scelte

che non rispecchiano

chi siamo davvero.

Il problema

è non riuscire

a smettere.

È quello

che è successo a me.

Io

ho scelto

di attraversarlo.

Per essere

sempre più vivo.

Tutto questo

è nato dal dolore.

Dal sentirmi

abbandonato.

Dal sentire

la profonda ingiustizia

della vita.

Quella

è stata la scintilla.

E io

ho cercato una mano.

Una guida.

Qualcuno

che ci fosse già passato.

Qualcuno che mi aiutasse

a ritrovare il potere

di scegliere come vivere.

Ma così

non è stato.

Ho compreso tanto.

A livello teorico.

Molto meno

a livello pratico.

Ed è stato proprio

quel disallineamento

a farmi dubitare

del metodo che stavo seguendo.

Perché,

anche quando miglioravo,

arrivava sempre

un momento

in cui tornavo

al punto di partenza.

Così

ho iniziato

a guardare dentro.

Forse non conoscevo

davvero la causa.

E se non conoscevo

la causa,

non potevo cambiare

la conseguenza.

Forse nemmeno

le persone a cui

stavo chiedendo aiuto

la conoscevano davvero.

Ed è lì

che tutto

ha iniziato a cambiare.

È successo

nel momento più difficile

della mia vita.

Quando mi sono accorto

che tutto il tempo,

le energie

e i soldi che avevo investito

non mi avevano portato

dove speravo.

Per la prima volta,

invece di scappare,

sono rimasto.

Ho scelto

di restare.

E lì

qualcosa è cambiato.

Ho capito

che il problema

non era il dolore.

Era il fatto che

ogni volta che faceva male

reagivo.

Cercavo

di non soffrire.

E così

continuavo a tradirmi.

ho scelto

di essere vivo.

Oggi

applico questa scelta

in tutti gli aspetti

della mia vita.

Perché essere vivi

è essere davvero

noi stessi.

Non chi pensiamo

di essere.

Chi siamo davvero.

Io sono Mirko.

Calciatore.

Bodybuilder.

Imprenditore.

E qualunque cosa

scelgo di essere.

Perché la verità

è che io

non sono una cosa.

Non sono

una parola.

Un ruolo.

Sono io.

E il mio io

può esprimersi

in tantissimi modi.

Alcuni

diventano parte integrante

della mia vita quotidiana.

Altri invece

li vivo

ogni tanto.

Non importa

questa differenza.

Perché ogni cosa

che vivo

è una parte di me

che non vuole

rimanere nascosta

dentro di me.

Vuole uscire fuori.

Vuole diventare reale.

Non solo per me.

Ma anche

nella vita.

Vuole essere libera

di esprimersi

in tutte

le sue sfaccettature.

A volte

queste parti

possono non piacere

agli altri.

Possono essere

di troppo.

Altre volte invece

piacciono.

Vengono riconosciute.

Valorizzate.

Non importa.

Quello che importa

è come noi

ci relazioniamo

con noi stessi.

A volte

possiamo sfociare

nell’estremo.

Non perché

lo scegliamo.

Ma perché

non riusciamo

a smettere.

E lì

fa male.

Perché non ci stiamo

facendo del bene.

Ma proprio lì

possiamo scegliere

di restare.

Ascoltare

quel dolore.

Comprenderlo.

E scoprire

parti di noi

che stavano morendo

dentro di noi

perché noi

le facevamo morire.

Perché il dolore

era così forte

che l’unico modo

che conoscevamo

per farlo andare via

era sopprimerlo.

Ma così facendo

abbiamo soppresso

noi stessi.

La nostra

libertà di scelta.

Ed è proprio lì

che possiamo ritornare

a essere

chi siamo davvero.

Non sarà facile.

Ma possiamo farlo.

Un passo

alla volta.

Una scelta

di restare

alla volta.

Questo

è ciò che mi ha permesso

di sentirmi

sempre più vivo.

Anche quando

le cose vanno male.

Anche quando

sembra

che la vita

non migliorerà mai.

Non diventiamo

“perfetti”.

Ritorniamo

a essere

chi siamo.

Con una consapevolezza

sempre maggiore

di chi siamo

davvero.

Per arrivare a questo

c’è tanto dolore

da attraversare.

Tanti meccanismi

di sopravvivenza

che sono diventati

automatici dentro di noi.

Per questo

ho creato

Il Corpo Vivo.

Uno spazio

dove possiamo essere

davvero noi stessi.

Nel Corpo Vivo

troverai una casa:

Essere Vivi.

Lo spazio dove possiamo

essere insieme.

Attraversando

la difficoltà.

Perché insieme

è più facile

essere vivi.

E troverai

Essere Il Corpo Vivo.

Il percorso

per essere vivi.

Per trasformare

la reazione in scelta.

E costruire

senza distruggerci.

E puoi trovarmi

anche su

Calezzi.

Uno spazio

senza filtri.

Dove condivido

ciò che sto vivendo

mentre lo vivo.

Se senti

di volere

uno spazio privato

dove poter restare

ed essere semplicemente

te stesso,

possiamo farlo

insieme.

Quando fa male

scegli di restare