Chi sono?
Sono
come te.
Non ci credi?
Lo capisco.
Pensiamo che ciò
che ci è accaduto
sia diverso
da quello degli altri.
Ed è vero.
Le nostre vite
sono uniche.
Ma hanno
lo stesso perché.
Tu puoi aver scelto
di andare a destra.
Io
a sinistra.
Ma anche se le direzioni
sembrano completamente diverse,
ciò che ci spinge
è lo stesso.
Dentro
vogliamo sentirci vivi.
Vogliamo sentire
che la nostra esistenza
ha senso.
E questo
non è il problema.
È la vita.
Il problema è quando
non siamo più liberi
di scegliere come viverla.
Quando andiamo
a destra o a sinistra
non perché lo scegliamo
davvero.
Ma perché
“dobbiamo farlo”.
Diventiamo schiavi
del nostro stato emotivo.
Possiamo sbagliare.
Possiamo fare scelte
che non rispecchiano
chi siamo davvero.
Il problema
è non riuscire
a smettere.
È quello
che è successo a me.
Io
ho scelto
di attraversarlo.
Per essere
sempre più vivo.
Tutto questo
è nato dal dolore.
Dal sentirmi
abbandonato.
Dal sentire
la profonda ingiustizia
della vita.
Quella
è stata la scintilla.
E io
ho cercato una mano.
Una guida.
Qualcuno
che ci fosse già passato.
Qualcuno che mi aiutasse
a ritrovare il potere
di scegliere come vivere.
Ma così
non è stato.
Ho compreso tanto.
A livello teorico.
Molto meno
a livello pratico.
Ed è stato proprio
quel disallineamento
a farmi dubitare
del metodo che stavo seguendo.
Perché,
anche quando miglioravo,
arrivava sempre
un momento
in cui tornavo
al punto di partenza.
Così
ho iniziato
a guardare dentro.
Forse non conoscevo
davvero la causa.
E se non conoscevo
la causa,
non potevo cambiare
la conseguenza.
Forse nemmeno
le persone a cui
stavo chiedendo aiuto
la conoscevano davvero.
Ed è lì
che tutto
ha iniziato a cambiare.
È successo
nel momento più difficile
della mia vita.
Quando mi sono accorto
che tutto il tempo,
le energie
e i soldi che avevo investito
non mi avevano portato
dove speravo.
Per la prima volta,
invece di scappare,
sono rimasto.
Ho scelto
di restare.
E lì
qualcosa è cambiato.
Ho capito
che il problema
non era il dolore.
Era il fatto che
ogni volta che faceva male
reagivo.
Cercavo
di non soffrire.
E così
continuavo a tradirmi.
Lì
ho scelto
di essere vivo.
Oggi
applico questa scelta
in tutti gli aspetti
della mia vita.
Perché essere vivi
è essere davvero
noi stessi.
Non chi pensiamo
di essere.
Chi siamo davvero.
Io sono Mirko.
Calciatore.
Bodybuilder.
Imprenditore.
E qualunque cosa
scelgo di essere.
Perché la verità
è che io
non sono una cosa.
Non sono
una parola.
Un ruolo.
Sono io.
E il mio io
può esprimersi
in tantissimi modi.
Alcuni
diventano parte integrante
della mia vita quotidiana.
Altri invece
li vivo
ogni tanto.
Non importa
questa differenza.
Perché ogni cosa
che vivo
è una parte di me
che non vuole
rimanere nascosta
dentro di me.
Vuole uscire fuori.
Vuole diventare reale.
Non solo per me.
Ma anche
nella vita.
Vuole essere libera
di esprimersi
in tutte
le sue sfaccettature.
A volte
queste parti
possono non piacere
agli altri.
Possono essere
di troppo.
Altre volte invece
piacciono.
Vengono riconosciute.
Valorizzate.
Non importa.
Quello che importa
è come noi
ci relazioniamo
con noi stessi.
A volte
possiamo sfociare
nell’estremo.
Non perché
lo scegliamo.
Ma perché
non riusciamo
a smettere.
E lì
fa male.
Perché non ci stiamo
facendo del bene.
Ma proprio lì
possiamo scegliere
di restare.
Ascoltare
quel dolore.
Comprenderlo.
E scoprire
parti di noi
che stavano morendo
dentro di noi
perché noi
le facevamo morire.
Perché il dolore
era così forte
che l’unico modo
che conoscevamo
per farlo andare via
era sopprimerlo.
Ma così facendo
abbiamo soppresso
noi stessi.
La nostra
libertà di scelta.
Ed è proprio lì
che possiamo ritornare
a essere
chi siamo davvero.
Non sarà facile.
Ma possiamo farlo.
Un passo
alla volta.
Una scelta
di restare
alla volta.
Questo
è ciò che mi ha permesso
di sentirmi
sempre più vivo.
Anche quando
le cose vanno male.
Anche quando
sembra
che la vita
non migliorerà mai.
Non diventiamo
“perfetti”.
Ritorniamo
a essere
chi siamo.
Con una consapevolezza
sempre maggiore
di chi siamo
davvero.
Per arrivare a questo
c’è tanto dolore
da attraversare.
Tanti meccanismi
di sopravvivenza
che sono diventati
automatici dentro di noi.
Per questo
ho creato
Il Corpo Vivo.
Uno spazio
dove possiamo essere
davvero noi stessi.
Nel Corpo Vivo
troverai una casa:
Essere Vivi.
Lo spazio dove possiamo
essere insieme.
Attraversando
la difficoltà.
Perché insieme
è più facile
essere vivi.
E troverai
Essere Il Corpo Vivo.
Il percorso
per essere vivi.
Per trasformare
la reazione in scelta.
E costruire
senza distruggerci.
E puoi trovarmi
anche su
Calezzi.
Uno spazio
senza filtri.
Dove condivido
ciò che sto vivendo
mentre lo vivo.
Se senti
di volere
uno spazio privato
dove poter restare
ed essere semplicemente
te stesso,
possiamo farlo
insieme.
Quando fa male
scegli di restare