• La cosa più difficile nella vita di tutti i giorni non è tanto ottenere ciò che vogliamo ma far si che la persona dall’altra parte ci veda nella nostra essenza.

    Perché in fondo il nostro desiderio più grande non è avere di più ma essere sempre più accettati nel nostro profondo.

    L’avere molto spesso diventa il metro di giudizio del nostro successo di essere davvero accettati.

    Però molto spesso questo “successo” che sdoganiamo come cambiamento totale di vita in realtà ci può portare sempre più lontani da noi.

    Uno degli esempi più grandi sono le relazioni affettive in particolare le relazioni amorose.

    Nel nostro dna è presente questo obbiettivo di costruire una casa. Una famiglia. Un futuro che ci consenta di invecchiare con una persona accanto che condivide la sua vita con noi.

    E quando ci sembra di conoscere quella persona iniziamo ad immaginarci il futuro insieme.

    Iniziamo a vedere se effettivamente ne vale la pena impiegare tutto questo tempo ed energia con questa persona oppure se forse questa persona non è la persona “giusta” per noi.

    Uno dei problemi principali di questa fase è che se noi non sappiamo davvero essere presenti dentro di noi con il turbine di emozioni, pensieri e sensazioni che ci fanno sentire al lunapark e che influenzano la nostra percezione del momento, noi penseremo che questa è “the one” oppure il contrario questa non è “the one”.

    E questo pregiudizio sarà basato su una miriadi di fattori che noi non possiamo controllare.

    Quindi agiremo in base a questa ipotesi pensando che sia “la verità” ma senza mai metterla in discussione.

    E lì che noi inizieremo a tradirci.

    Inizieremo a modificare noi stessi in base al nostro pregiudizio.

    Quindi cercheremo di far andare la cosa o meno.

    E questo è naturale.

    Tutti noi ogni giorno prendiamo queste decisioni. E il nostro cervello senza questo meccanismo non potrebbe sopravvivere per l’ammontare di piccole decisione che ogni giorno dobbiamo fare.

    Però ritornando all’inizio io ho detto che noi cerchiamo di trovare la persona che guarda oltre la nostra apparenza, che arriva all’essenza di chi siamo veramente.

    Però molto spesso il nostro modo di comportarci nella vita di tutti i giorni è esattamente il contrario di ciò che noi vorremmo.

    Noi vorremmo una persona che ci accetta così come siamo.

    Ma noi stessi non ci comportiamo davvero così.

    A seconda del nostro stato emotivo del momento prendiamo decisioni che non sono ipotesi, sono verità.

    Sono condanne.

    Una volta presa una decisione non torneremo mai più a metterla in discussione.

    Perché ne vale di ciò che pensiamo di essere.

    Pensiamo che quella scelta determini la nostra essenza.

    Se io scelgo di andare a destra io al prossimo bivio non potrò andare a sinistra perché io sono di destra non di sinistra.

    La mia essenza è destra non sinistra.

    Questo è ciò che non ci fa essere vivi.

    Non il fatto di prendere decisioni.

    Ma il fatto che quella decisione non può essere rivista e aggiornata alla nostra ipotesi di chi siamo veramente.

    Questo non ci permetterà di far uscire davvero la nostra essenza.

    E di conseguenza la persona che ci sceglierà non lo farà vedendo chi siamo veramente ma vedendo una piccola parte di noi e di conseguenza questo non riempirà il nostro bisogno di essere accettati per chi siamo veramente.

    E questo continuerà il ciclo di assenza di vita che sentiamo ogni giorno.

    Ma lì noi possiamo fare una scelta.

    Essere.

    Ciò che abbiamo sempre sognato.

    Noi stessi